08 maggio 2017

Ke koan

Al koan "Qual è il suono di una mano sola?" qualche bravo jazzista avrebbe potuto rispondere: "Una rullata."
Qualcuno tipo Buddy Rich (qui con Charlie Parker, che a un certo punto gli sorride).

24 aprile 2017

Tempo al tempo

Il fatto che "ora" sia il punto medio del segmento che va da "10 anni fa" a "tra 10 anni" un po' di vertigini le dà. O forse sono brividi, come quelli che danno i colpi di calore determinati da un'esposizione prolungata all'azione del sole.

Vertiginoso è lo sguardo che affonda nel tempo se questo si estende bidirezionalmente. Siamo quasi perfettamente in grado di gestire proiezioni nel passato, anche molto remoto, o nel futuro, anche infinito; laddove però la proiezione si fa duplice, l'intendimento smette di funzionare: è la capienza a sfondarsi, per azione delle due aste telescopicamente allungate in versi opposti, è il capire a perdere i sensi, è la comprensione che cessa di afferrare per mancanza di presa.

Se invece "ora" è centrato nel mirino del sentire, i brividi sono più simili agli sgrisoli, il calore accarezza l'epidermide insieme all'aria che s'attraversa una pedalata dopo l'altra, gli occhi riconfezionano scorci già visti regalandoli allo sguardo goloso di semplicità e felice d'innocenti intense condivisioni.

Centrandosi nel mirino del sentire ci si toglierà forse un po' di prospettiva, ma con generosità verso di sé e gli altri ci si potrà e si potrà donare un meraviglioso effetto di sorridente soddisfazione. Per colmo d'immediatezza, potranno bastare, nell'ordine, ingredienti quali: Hangar Bicocca, bikemi, Wan Jiao, bikemi, passeggiata, Castello Sforzesco, bikemi, rientro.

E un bonus musicale, come (Nothing but) Flowers dei Talking Heads (1988).

31 marzo 2017

Alla sera

Il mondo rimpianto è un mondo perduto: erede del passato, erode il presente uccidendo ogni neonato nuovo momento. Tale strage d'innocenti istanti continuerà finché uno spiraglio di luce non giungerà a farsi salvatore del tempo per la vita a venire.

Ho visto una fessura nel cielo, disegnata in giallo: falcetto sottilissimo nel blu cobalto, abile a stagliarsi tra la promessa della ventura notte e il retrogusto crepuscolare figlio d'un tramonto sereno.

Ci ho infilato il dito e come una linguetta ho sollevato il velo dell'invisibile: sotto c'era un altro cielo uguale a quello, senza ancora nemmeno un tremolante brillio. Tempo d'uno sguardo, d'un'occhiata panoramica e il falcetto sottilissimo s'era fatto più intenso, più intenso il blu di sfondo, più vicina la promessa della notte, ma non una stella a rilucere.

La mano ha provato allora a rispalmare il velo dell'indicibile: la sfasatura della visione striava l'intera volta di sfumature incongrue, e il tremolante brillio che molteplice si proponeva alla miratura era come sdoppiato, con un lacerante effetto di finzione.

Un flashback improvviso, scarto temporale minimo ma efficace, m'ha quindi riportato alla vista iniziale: una tavola da favola, mirabilmente densa di promesse per l'occhio capace di paziente attesa. Ho visto una fessura nel cielo, disegnata in giallo: falcetto sottilissimo nel blu cobalto, dolce visione che si ridisegnava sul mio volto ardentemente sereno, ironico e sorridente.

Giorno di fine trimestre, giorno 90 da inizio anno, roba da angeli ubriachi.

--
Lucinda Williams, Drunken angel

14 marzo 2017

Linea punto

Sto sfruttando la quaresima. Non si tratta di una vera e propria dieta, tant'è vero che ho cominciato di domenica e non, come nel più classico dei cliché, di lunedì. Comunque sia, da più di una settimana mi sto moderando nell'alimentazione: a dire il vero, lo sto facendo moderatamente, nel senso che non mi sono certo trasformato in un asceta, però di fatto mi sto astenendo dai dolci e soprattutto dai fuori-pasto. Erano soprattutto questi ultimi ad aver acquisito la capacità di moltiplicarsi per numero, qualità e quantità, contribuendo non poco ad arrotondarmi in modo abbondantemente indesiderato.

Chissà quanto mi ci vorrà per riacquisire una linea tale da non farmi sentire in imbarazzo con me stesso e con qualche "voce affettuosamente critica". So che a Pasqua mangerò la pastiera, ma l'obiettivo è quello di riuscire a mantenere la capacità di controllarmi anche a medio-lungo termine, così da stabilizzare eventuali conquiste di forma e peso. Naturalmente sono consapevole della necessità di incrementare l'attività fisica e so che lo farò, pur senza farne necessariamente un totem. L'importante, per qualsiasi percorso, è compiere il secondo e il terzo passo dopo il primo, di modo che questo non risulti un'eccezione, ma l'inizio di un bel cammino.

Giorno di metà marzo, quasi, e mentre scrivo riascolto dopo tanto tempo un CD che mi è caro per colei che vi canta: Welela.

--
bonus per te che leggi: Miriam Makeba, Hapo Zamani

08 marzo 2017

Mimose

Servirà lo sguardo dell'antropologo, quello che ti fa apparire vicino ciò che è lontano e lontano ciò che è vicino. Quello che serve a sottolineare le ingiustizie e discriminazioni che sono talmente sotto gli occhi di tutti giorno dopo giorno da diventare invisibili.

Servirà insegnare o ricordare a noi stessi e ai figli maschi che uguaglianza non significa appiattimento, ma parità di diritti e riconoscimento delle proprie e altrui particolarità.

Servirà abbracciarsi, uomini e donne, esseri umani.
Servirà essere umani, sempre.

Buon otto marzo.

26 febbraio 2017

Sudiciume

L'incitazione cieca alla violenza avviene quando non si riesce a riconoscere l'altro come essere umano. Quando non solo non si vola, ma nemmeno si cammina, e anzi probabilmente si striscia nel proprio sudiciume morale.
Se ci si elevasse un pochino, con un minimo di distanza critica, ci si riconoscerebbe nell'altro e risulterebbe piuttosto difficile azzannarlo, o aizzargli contro altri cani striscianti nel medesimo sudiciume e a loro volta colpiti da cecità.

Come puoi invocare il tritacarne per "punire" delle azioni che alla fin fine non avrebbero danneggiato nessuno?

Sono molto disgustato. Se non si fosse capito, mi riferisco alle reazioni scomposte scatenatesi tra molti commentatori, noti e sconosciuti, nei confronti di due persone (malvestite e forse puzzolenti, ma persone come te, ricordalo) colte sul fatto mentre frugavano in cassonetti proibiti.
Nei cassonetti ci sta la spazzatura e allora vi chiedo: come si può essere gelosi dei propri rifiuti? Siete messi male, ma proprio male.

Giorno qualsiasi di un anno qualsiasi: era moderna, medio evo, età della pietra, prossimità all'estinzione o chissà che.

19 febbraio 2017

La mente corre per conto suo

Era importante per me tornarci entro oggi, al parco, per trasformare un episodio nell'inizio di una sequenza virtuosa. Ho ripetuto lo schema dell'altro giorno, mezz'ora in tutto tra camminata sostenuta e corsetta, ma questa volta mi è sembrato più agevole.

A riprova di ciò, il fatto che perlomeno nei primi venti minuti il pensiero vagava altrove, fino a lasciarsi abbracciare dalla moltitudine di tanguere che mi sono venute in mente (oltre a Martina, ovviamente). Ebbene, come ho già avuto modo di esternare conversando in milonga, noi maschietti del tango siamo piuttosto fortunati, giacché le tanguere sono tantissime, bravissime, bellissime, in sé e per come disegnano arpeggi nel mondo, sull'onde della musica e in armonia con la guida di chi sta con loro nell'abbraccio.

Ho anche ridacchiato tra me e me rilevando un'analogia con un meccanismo che mi si accendeva durante i turni di guardia ai tempi della naja in quel di Bolzano: per farmela passare, scorrevo mentalmente in ordine alfabetico le ragazze che conoscevo (non necessariamente in senso biblico) e passo dopo passo il fucile in spalla mi pareva più leggero e il turno meno noioso, sebbene in qualche caso mi risultasse in un certo qual modo ostacolata la camminata.

Giorno 50: quasi sotto il segno dei pesci, ma che importano i segni se puoi seguire altri indizi?

16 febbraio 2017

Le riserve stanno ancora tutte lì

Se è vero quanto ho sentito stamattina alla radio, e cioè che il grasso inizia a intaccarsi dalla mezz'ora di corsa in avanti, posso dire alla panza di non angustiarsi ancora per un po', visto che la sgambata al parco Nord l'ho fatta durare mezz'ora in tutto, alternando camminata veloce e corsetta (5 e 10 minuti) per due volte. Comunque, è sempre più che il nulla e inoltre già mi sento un po' meglio. E a proposito: le corde vocali sono pulite, me l'ha detto la laringoscopia fatta l'altro giorno al Niguarda.

Verso il Carnevale: ti maschererai? Se sì, come?


a cura di Giulio Pianese

scrivimi