11 luglio 2013

Rombi

Si alzò per andare a pisciare e sentì il rombo dell'aereo, vicino, tanto da far tremare i muri. Poi, lo schianto, e i muri, giù.
Si alzò per andare a pisciare e piazzatosi davanti al cesso con la mano destra poggiata su una piastrella di fronte agli occhi semichiusi e l'altra in basso ad assicurarsi di centrare il buco, pensò che forse stava sognando. No, stavi sognando prima, gli disse una voce nella testa. Cioè lui pensò che fosse nella testa, ma in realtà risuonava dentro e fuori, come da un altoparlante non localizzabile.
Si alzò per andare a pisciare e sentì un rombo che gli parve conosciuto, vicino, tanto da farlo barcollare. O forse era il sonno. Sonno arretrato, sonno persistente, sonno da sogno profondo. Poggiò l'unica mano su una piastrella di fronte agli occhi semichiusi e gli parve che il rombo nel frattempo si fosse dileguato. L'abbiamo scampata bella, si disse.

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a cura di Giulio Pianese

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